Le Cabine Elettriche di Cagliari

L’acronimo SES nel cancello della Cabina Elettrica di Santa Chiara

Quello di oggi è un post su alcuni piccoli edifici presenti in tutto l’abitato Cagliaritano e che, da quelli più antichi a quelli più recenti, hanno tutti una storia (e una funzione) in comune che ha le sue origini con la fondazione della SES – Società Elettrica Sarda, ormai più di un secolo fa, il 4 Novembre 1911.
La SES non nacque a Cagliari ma fu fondata a Livorno con un capitale sociale di 600 mila lire dell’epoca, oltre all’appoggio della Banca Commerciale Italiana e delle Società Bastogi e Strade Ferrate Meridionali. Scopo della società era quello di gestire le strutture e le centrali di produttrici di energia elettrica da distribuire per i servizi pubblici quali l’illuminazione pubblica, il funzionamento delle Tranvie e delle Ferrovie e per scopi agricoli e industriali. Già ad un anno dalla nascita la SES ottenne l’accordo per la costruzione e la gestione dell’impianto elettrico per tutta la Città di Cagliari. L’anno successivo, nel 1913, nacque la Società Imprese Idrauliche ed Elettriche del Tirso, controllata dalla SES, per la costruzione dei grandi impianti di produzione sul Tirso e sul Coghinas. Nel 1914 finalmente cominciò la produzione di energia elettrica.
È dunque negli anni a cavallo tra il 1911 e il 1914 che, allo scopo di distribuire l’energia elettrica all’interno dell’abitato di Cagliari, nacquero le cabine elettriche di trasformazione.
Quelle di cui ci occuperemo sono, per la precisione, cabine secondarie di trasformazione, ovvero strutture dove la linea elettrica in ingresso è quella in Media Tensione che, attraverso i trasformatori presenti al loro interno, viene trasformata in linea a Bassa Tensione da distribuire poi alle strutture pubbliche e private.

Cabina Elettrica del “Giardino Sotto le Mura”

Le cabine oggi presenti nell’abitato cittadino non risalgono alla fase compresa tra il 1911 e il 1914, ma si può dire con certezza che la più antica tra quelle esistenti è quella ancora esistente nell’attuale Giardino Sotto le Mura, ex Vivaio Comunale, in Viale Regina Margherita. Si tratta di una struttura che ha l’aspetto esterno di una vera e propria casa in miniatura, arricchita da un motivo liberty a mantovana in legno sulle grondaie. Fino all’ultimo restauro, sulla sommità della cabina era ancora presente un pregevole puntale in ferro battuto marcatamente liberty, disancorato anni fa dalla struttura e rimasto pendente per diversi anni, ma solo di recente scomparso in modo definitivo. In origine le aperture laterali erano affiancate da paraste decorative, mentre oggi l’aspetto delle murature è completamente liscio. Dalle foto d’epoca è possibile vedere come fino agli anni ’20 nel Vivaio non era ancora presente la Cabina Elettrica, che venne realizzata poco prima della sistemazione del Terrapieno, quindi tra gli anni ’20 e i 30.

Viale Regina Elena, prima e dopo la costruzione della Cabina Elettrica del “Giardino Sotto le Mura”

Ex Cabina Elettrica di Palazzo Tirso

Dello stesso periodo è l’imponente cabina elettrica di matrice eclettica realizzata alle spalle del Palazzo Tirso (costruito nel 1928 proprio come sede della SES), oggi restaurata ed utilizzata come ingresso secondario alla Società TERNA.
È interessante anche la cabina elettrica che si staglia sull’attuale Mercato Civico di Santa Chiara, dall’aspetto assai semplice ma dignitoso nella sua funzionalità, caratterizzata dal fatto di trovarsi all’interno di un’area cortilizia alla quale si accede dalla salita per le Scalette Santa Chiara tramite un cancello che reca ancora impresse le iniziali della Società Elettrica Sarda.
Tra le cabine elettriche cagliaritane le più note sono sicuramente quelle realizzate negli anni ’30 nella Città del Sale, quella all’ingresso degli impianti – nel Viale La Palma – e soprattutto la sua gemella che distribuisce l’energia elettrica agli impianti dell’Idrovora del Rollone, forse la più conosciuta e fotografata anche per lo straordinario contesto  sul quale si situa in modo assai scenografico specchiandosi sul canale dell’Idrovora.

Città del Sale – Cabina Elettrica del Rollone

 

Cabina Elettrica di Viale Sant’Avendrace

Un’altra cabina di notevole rilievo architettonico è quella situata allo sbocco di Via Genovesi nella via Fiume: si tratta di un edificio piuttosto alto, su due piani, con finestre e porte decorate con una cornice liscia che, nella sua semplicità, dona alla struttura un aspetto architettonicamente decoroso.
Interessante è anche la cabina situata in Viale Sant’Ignazio e che distribuisce la corrente elettrica, oltre che ai privati che vivono nelle vicinanze, all’Ospedale Civile e all’Orto Botanico. Ha l’aspetto di un piccolo fabbricato classicheggiante decorato con le stesse cornici della cabina di via Dei Genovesi, sul quale svetta uno svelto torrino concluso da un semplice cornicione piatto.
Storicamente ha un suo rilievo anche la cabina elettrica di Viale Sant’Avendrace, sulla quale è ancora impresso lateralmente un motto di Mussolini (del quale è inciso il nome) inneggiante al combattimento, oggi poco leggibile, il tutto stagliato su un motivo decorativo che richiama il fascio littorio stilizzato. Al di là di questi dettagli storici, architettonicamente la cabina presenta il lato più interessante in Viale Sant’Avendrace, dove si affaccia con un’apertura trifora che dona un aspetto più leggero a tutta la struttura, richiamando stilemi liberty pur nell’evidente transizione verso un principio di razionalismo nonostante decori ancora storicisti.

A sinistra la Cabina Elettrica di via Dei Genovesi, a destra quella di Viale Sant’Ignazio

Un’altra cabina dall’aspetto imponente è quella situata al’inizio del Viale Poetto, caratterizzata da una copertura piatta assai aggettante e dalle angolature formate da grossi conci di pietra grigia a formare un bugnato rustico che, assieme alla copertura, dona alla struttura un aspetto solido e imponente al tempo stesso.
Elegante e notevole è anche la cabina elettrica dell’Ippodromo, semplice e minimalista ma caratterizzata dallo slancio verticale e da elementi decorativi lineari di stile Decò sulle facciate laterali. Puramente razionalista è invece l’alta cabina che si incontra a metà del Viale Buoncammino, recentemente restaurata e caratterizzata dalla vivace cromia magenta e gialla.

Cabine Elettriche dell’Ippodromo, di Viale Buoncammino, di Viale Poetto

 

Lapide nella Cabina Ex-ACT

Tra le tante cabine che è possibile incontrare lungo il percorso per il Borgo Sant’Elia, la più imponente è sicuramente quella privata dell’ex A.C.T. ora C.T.M. la quale forniva energia alle linee tranviarie e dei filobus. Degne di nota sono le quattro lapidi in marmo nei cancelli sulle quali è impresso il teschio con le tibie a rappresentare il rischio di morte, così come avverte il monito inciso sotto di essi.
Molte cabine sono oggi in stato di abbandono: oltre a quella di Viale Sant’Avendrace anche quelle che si trovano in aree demaniali o ex demaniali soffrono di uno stato di decadenza che, tutto sommato, dona loro il fascino suggestivo dell’archeologia urbana e industriale. Alcuni esempi di tali cabine si trovano sulla Sella del Diavolo, nella via San Simone in riva alla Laguna di Santa Gilla, nel Centro Sportivo “Giuseppe Belly“ (visibile dal vecchio Orto delle Palme del Cimitero di Bonaria) e in Via dei Conversi ai piedi del colle di Monte Urpinu. Dal secondo dopoguerra in poi, e soprattutto con la nascita dei nuovi quartieri tra gli anni ’60 e gli ’80, le cabine elettriche vennero realizzate guardando esclusivamente al loro aspetto funzionale e mai soffermandosi sull’insieme architettonico.

Cabine Elettriche abbandonate: a sx Bonaria (C.S. “Giuseppe Belly”), al centro Via dei Conversi, a dx Sella del Diavolo

Cabina Elettrica in Via Pessagno

Esempi di tale concezione relativamente moderna si possono trovare un po’ in tutto il quartiere Genneruxi, e l’elemento che contraddistingue queste cabine è l’essere state utilizzate anche come muri sui quali incollare i manifesti pubblicitari (in particolare quelli dei circhi), così che oggi si presentano con un aspetto confuso, disordinato e variamente colorato, e solo in alcuni punti ancora scoperti è possibile osservarne le tecniche murarie con le quali sono state realizzate.
Sicuramente le cabine elettriche non rappresentano oggi uno degli elementi più caratteristici del centro urbano di Cagliari, si tratta anzi di strutture che passano quasi inosservate, ma sono pur sempre elementi del nostro patrimonio architettonico capaci anch’essi di raccontare una parte della Storia cittadina, sia quella della SES, sia quella dell’avvicendarsi delle varie correnti architettoniche dal Liberty al Decò al Razionalismo fino all’epoca contemporanea. Per una di esse in particolare, quella dell’Ex Vivaio, si è sperato per un breve periodo nella trasformazione in un piccolo chiosco (dopo aver opportunamente spostato le sue funzioni in altra struttura, magari tra quelle realizzate di recente all’interno del Giardino Sotto le Mura), così come avvenuto nella Via Ostiense a Roma, dietro la Basilica di San Paolo Fuori le Mura all’ingresso del Parco Schuster. Una piccola occasione mancata che avrebbe donato alla Città una piccola e insolita curiosità piacevolmente incastonata in un bel giardino contemporaneo.
Di seguito troverete un video con molte delle cabine elettriche cittadine, non tutte purtroppo (sono davvero tantissime), e spero ne gradirete la visione.




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